MISURA INTERNET
Mercoledì 11 Agosto 2010 07:18
AERRE
A partire dal prossimo ottobre sara' possibile monitorare le prestazioni della propria connessione ad internet da postazione fissa attraverso un software certificato e gratuito che il consumatore potra' utilizzare sul proprio personal computer. Si chiamera' "Misura Internet" il progetto, lanciato dall'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni in collaborazione con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), che fornisce un innovativo strumento di controllo attraverso il quale il consumatore potra' avere maggiore consapevolezza delle prestazioni offerte dagli operatori e orientarsi tra le offerte di mercato, verificando di persona la qualita' della propria linea e confrontandola con quella "promessa" dall'operatore al momento della stipula del contratto. Gli operatori saranno infatti tenuti ad indicare il valore della velocita' minima di trasmissione dati dalla rete verso l'utente (download) oltre al valore di velocita' massima teorica. Il software messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potra' essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via di realizzazione.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 11 Agosto 2010 07:39
COME FUNZIONA L'AUDITEL
Domenica 08 Agosto 2010 23:34
DAL MANIFESTO CONTRO LA TELEVISIONE
Come funziona l’Auditel® Tratto dal libro "Manifesto contro la televisione"
Più persone guardano un programma e più la pubblicità paga in termini economici, seguendo la logica perversa e deleteria dell’audience! Ormai questo termine è diventato così familiare che è entrato nel nostro bagaglio culturale: ma cosa significa esattamente audience? Il dizionario inglese la definisce come «le persone alla portata di orecchio», per via della sua radice latina, ma anche «spettatori» e «uditorio». In termini pubblicitari, e cioè l’ambito che interessa noi e loro, l’audience è l’insieme della popolazione (spettatori) che viene raggiunta dal mezzo televisivo in un determinato periodo di tempo: quindi, una vera e propria unità di misura (spettatori per tempo) messa a disposizione dai pubblicitari per i loro loschi intrallazzi commerciali. Tutto ruota attorno alla raccolta pubblicitaria, che ci piaccia o meno.
In passato la “tivù” di Stato usufruiva di un “Servizio Opinioni” che aveva la funzione di stabilire il gradimento e la partecipazione degli spettatori, in pratica si occupava di controllare la qualità stessa degli spettacoli trasmessi. La forte pressione economica delle pubblicità, delle “tivù” private (Fininvest in primis), e la concorrenza a volte sleale di queste ultime, hanno profondamente cambiato tale sistema, passando dall’indice qualitativo a quello quantitativo. Una svolta notevole che ha rivoluzionato tutto il sistema radio-televisivo. Da quel momento in poi, infatti, non è importante se alla gente piace o meno un programma, è importante che lo si guardi e basta!
Nasce a questo punto (esattamente nel 1986, grazie un patto stretto tra la Rai, la Fininvest e l’UPA, gli utenti della pubblicità) il più ridicolo e fittizio sistema di controllo nelle mani del potere economico: l’Auditel. Una società privata («in regime di monopolio») nelle mani delle seguenti società: Rai Spa, Utenti e pubblicità, Agenzie e Centri media, ed editori FIEG.
I numeri che trasmette attraverso rivelazioni giornaliere (minuto per minuto), vengono interpretati con devozione quasi avessero facoltà divine, e infatti è proprio così: possono creare una carriera o distruggerla, modificare un intero palinsesto e muovere miliardi e miliardi di euro! Un potere enorme. Il problema, come al solito, è che anche in questo caso abbiamo a che fare non con dati reali ma con banali e spesso erronee proiezioni statistiche. Non ci credete? Bene, allora dovete sapere che i dati dell’Auditel® vengono raccolti su un campione di 5.101 famiglie (consapevoli ovviamente di esserlo), distribuite nell’intero paese, a cui sono stati consegnati dei telecomandi molto particolari e un meter.
Con questi telecomandi speciali (più o meno uno per ogni costituente, dal capofamiglia al figlio piccolo, per un totale di circa 14.000 persone), e attraverso il meter, è possibile sapere cosa effettivamente stanno guardando in televisione in ogni momento, e da questo carpire le preferenze del piccino il pomeriggio, della mamma alla mattina e magari del papà in piena notte, per esempio. I dati raccolti, tra le 2 e le 5 del mattino, vengono inviati attraverso la linea telefonica al centro di elaborazione dati della AGB-Italia che elabora e analizza le preferenze degli utenti. Tali preferenze, o meglio pseudo-preferenze, sono del tutto approssimative e imprecise, perché non è possibile impedire a una persona l’uso di più telecomandi (il papà, per esempio, potrebbe usare quello del figlio di notte e viceversa), falsando di conseguenza i risultati; per non parlare poi degli errori grossolani da parte della stessa Auditel canali sintonizzati e orari di utilizzo errati.
Non stupiscono, allora, le numerose denunce d’inaffidabilità, e il tentativo, dichiarato dal direttore dell’Auditel®, di migliorare il sistema modificando le classi socio-economiche delle famiglie campione che partecipano al rilevamento. Avete capito?
Quando, allora, gli addetti ai lavori si gongolano parlando di un programma che ha fatto il 50% di share (cioè la metà delle televisioni in Italia) si riferiscono - e nessuno lo sottolinea - non a decine di milioni di televisioni, ma semplicemente alla metà del campione Auditel, e quindi a poco più di 2.500 famiglie! Chiaro il giochetto?
E’ una bella differenza paragonare 15.000.000 di televisioni a 2.500, o sbaglio?
Questa è l’ennesima presa per i fondelli! Usano un insignificante campione di poche migliaia di persone e statisticamente lo fanno diventare rappresentativo dell’Italia intera. Ma la realtà è che non rappresenta alcunché, e questo i “signori della truffa” lo sanno perfettamente, ma fanno finta di niente continuando a fregarci con dati, tabelle e indici. E tutti ci cascano come degli allocchi, noi spettatori e soprattutto le aziende che investono miliardi in pubblicità televisiva.
Si spendono fiumi di soldi in funzione di un dato irreale e sicuramente manipolabile: chi, infatti, può garantire l’onestà di questi dati così importanti?
Ultimo aggiornamento Domenica 08 Agosto 2010 23:50
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WEB RADIO ANCHE IN AUTO
Giovedì 08 Luglio 2010 06:12
Fastweb News
Visto il continuo crescere di Web Radio e web-ascoltatori c'è qualche marchio che ha già pensato di cavalcare l'onda e proporre sul mercato dispositivi atti a ricevere il segnale delle Internet Radio anche in auto!
E' il caso di Blaupunkt, azienda tedesca leader nel settore delle autoradio che, in collaborazione con MiRoamer, specializzata nel campo delle radio online, ha da poco presentato i dispositivi New Jersey 600i e Hamburg 600i: due nuovi modelli di autoradio, i primi in grado di connettersi ad Internet ed avere accesso alla miriade di stazioni radio online direttamente dalla propria automobile.
La ricezione delle Web Radio è resa possibile dalla connessione dei dispositivi via Bluetooth con un telefono cellulare 3G, in grado di accedere alla Rete, per poi ritrovarsi catapultati in un universo nel quale partire alla ricerca della propria programmazione preferita.
Un segnale di forte cambiamento, con la Rete Internet e le sue possibilità sempre più al centro delle nuove tendenze di sviluppo.
Fonte: Fastweb News
Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 06:17
FATELO SAPERE....
Giovedì 08 Luglio 2010 05:41
amministratore
Ecco le conseguenze del nostro democratico recarsi alle urne; ognuno di noi è responsabile di quanto sta accadendo da sempre in questo paese senza futuro per i propri figli, per le prossime generazoni. Con i nostri voti abbiamo firmato una cambiale in bianco alla classe politica di ogni colore e schieramento capace di tutto tranne che di occuparsi seriamenti dei nostri problermi. E di parlare di vittorie e di sconfitte come se la vita di ognuno di noi fosse una partita di pallone!! Ecco quanto ci costano questi signori incapaci di governare e dediti solo ai loro porci comodi:
SPESE PER 350 MILIONI DI EURO ALL’ANNO!!!!! E QUESTO SOLO PER PALAZZO CHIGI!!!!!
Un milione di euro al giorno di pubblico denaro. La relazione al conto finanziario della Presidenza non da conto delle spese. Poca trasparenza e sprechi… e loro i nostri amministratori predicano trasparenza e guerra agli sprechi. I due slogan del governo non sembrano essere stati fatti propri da Palazzo Chigi che li propugna a gran voce nel dibattito pubblico, anche in tempo di crisi, senza metterli poi in pratica di conseguenza. Le venti paginette della stringata relazione al conto finanziario della Presidenza per il 2009, come da consolidata abitudine, ne è un esempio. Non dà infatti conto delle spese al minuto di una struttura che nel 2009, solo per “esistere”, vale a dire senza contare il prezzo delle politiche svolte, è costata ai cittadini italiani poco meno di 350 milioni di euro – esclusi i ministri con portafoglio ovviamente. La voce maggiore, naturalmente, riguarda gli stipendi, che, con una pianta organica di circa quattromila persone, si aggira sui duecento milioni di euro. Tra stipendi, oneri previdenziali e spese accessorie di primo ministro, sottosegretari, segreterie dei ministri senza portafogli e consulenti interni o esterni alla Pubblica amministrazione lì comandati, la cifra impegnata nel 2009 è poco sopra i 23 milioni di euro. Cui si devono sommare i maggiori costi fissi del resto del personale amministrativo, che pesa sulle casse statali per una cifra annua vicina ai 180 milioni di euro.
Più nel dettaglio gli stipendi del presidente del Consiglio, dei ministri senza portafoglio e dei sottosegretari di Stato alla Presidenza assommano a 1.430.891 euro per il 2009.
Volendo però calcolare quanto costa la testa “politico-amministrativa” di Palazzo Chigi, a questa cifra si devono sommare tutta una serie di voci. Per primo il milione e 961.858,20 euro per gli stipendi degli addetti alle segreterie particolari del presidente e del sottosegretario alla Presidenza, i 3.243.287,28 euro degli oneri previdenziali per il personale di diretta collaborazione, i 2.410.097,79 dei cosiddetti “accessori” per il personale addetto alle segreterie particolari di cui sopra. E, ancora, 1.119.907,85 degli estranei alla Pubblica amministrazione che lavorano con i sottosegretari con delega del presidente, i 4.920.526,53 degli altri consulenti estranei alla Pa che lavorano nelle segreterie dei ministri senza portafoglio e degli altri sottosegretariati di Stato, un altro milione e 208.675,15 impegnato per gli “accessori” della truppa addetta ai sottosegretari alla Presidenza.
Poi ci sono i soldi per le “strutture di missione” dei ministri senza portafoglio: 3.164.437,33 per gli stipendi del personale qui in servizio. Altri 657.698,03 per “esperti e consulenti”.
Nella nota della presidenza si fa rilevare come nel 2009 si sia verificato un aumento del 5% per le spese del personale di diretta collaborazione “derivante essenzialmente”, è scritto, dalla nomina del nuovo ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla. Sempre nel documento ufficiale si annota un “leggero e fisiologico aumento delle spese per ‘beni e servizi’ dovuto sia ai maggiori oneri derivanti dalla stabilizzazione organizzativa di tutte le strutture del governo, sia dalla necessità di partecipazione ad importanti incontri con personalità internazionali”. Andiamo quindi a dare un’occhiata nel dettaglio a questo capitolo di spesa che nella nota appare solo nella sua cifra finale, intorno agli 80 milioni di euro.
Alla voce “Acquisto di beni di consumo e di servizi strumentali al funzionamento degli uffici e alle esigenze istituzionali e di decoro delle autorità politiche presenti presso le sedi della Presidenza” si sono impegnati, nel 2009, 2.309.863,19 euro. Per “Progettazioni, studi, indagini e rilevazioni sul patrimonio immobiliare di Palazzo Chigi” si sono spesi altri 409.594,66 euro. Se ne sono spesi invece 11.994.048,48 per la “manutenzione, conduzione e riparazione degli immobili e degli impianti, adattamento e ripulitura dei locali, manutenzione dei giardini e dei parchi annessi agli immobili”. L’affitto, il riscaldamento e l’aria condizionata dei locali ha avuto una spesa di 12.177.199,77. Le utenze di acqua, luce e gas, tassa sui rifiuti e tv sono costate 4.071.921,05. La pulizia e la derattizzazione dei palazzi 4.989.185,00. Reti informatiche con relativa manutenzione, e call center sono costati 6.444.256,66. La bolletta telefonica ammonta a 2.331.762,99. Restano le “scorte”, 982.845,14 euro l’anno, poco meno delle spese di facchinaggio e trasporto: 1.074.221,57.
Dal nido alle multe
Più in piccolo, tra le spese per “beni e servizi” ci sono anche i 113.273 euro del “micro-nido” aziendale della Presidenza, che non ha avuto proprio un boom di iscrizioni, data l’età media, non proprio giovanissima, del personale di Palazzo Chigi. Infine c’è un nuovo capitolo che la relazione ufficiale ritiene “destinato ad aumentare nel futuro per la grande mole, già prevista, di pagamenti conseguenti a pronunce giurisdizionali che vedono il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio”. La voce si chiama “spese per liti”. Per il 2009 la posta è poco sopra gli 11 milioni di euro, 9,8 dei quali per una condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo nei confronti del governo italiano. Condanne che, si prevede, continueranno a fioccare sui conti pubblici.
E CHI PAGA???? - NATURALMENTE TUTTI NOI!!!!! QUANDO E’ CHE CI DECIDIAMO A FARE PULIZIA DI QUESTA BRAVA GENTE?? QUESTE NOTIZIE NON VE LE DANNO I TG E VOI DATELE AI VOSTRI RADIO ASCOLTATORI RICORDANDO CHE OGNUNO DI NOI HA UNO STRUMENTO EFFICACE IN MANO – IL NON VOTO - OSSIA LA SFIDUCIA CONTRO TUTTI I POLITICI DI OGNI SCHIERAMENTO CHE SONO LA CAUSA PRIMARIA DELLA ROVINA DI QUESTO PAESE.
Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 06:01
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