Riunione della Commissione RTV dell’11 marzo 2002
All’ordine del giorno:
a) comunicazione del coordinatore, Umberto dott. Ferrero;
b) pubblicità istituzionale e pianificazione del territorio;
c) rapporti Enti locali – Regioni;
d) ordinamenti regionali e comunali riferite all’impatto elettromagnetico;
e) tv transfrontaliere; Di seguito, la relazione integrale depositata
f ) varie.
Di seguito la relazione messa a verbale, del Presidente dell’A.I.R.L.
Prima d’introdurvi a quelli che riteniamo essere i cardini di un processo di democratica evoluzione del sistema, desidero sollecitare verbalmente – giacché le nostre richieste scritte non hanno ancora avuto un cenno di riscontro, non fosse altro che per rispettare il galateo – il Presidente della Commissione Baldoni e il Ministro Gasparri, a mettere urgentemente sul quaderno delle prossime scadenze, le radio locali dalla Mammì alla 66/2001, in altre parole le concessioni truffa, l’assegnazione delle frequenze mai avvenuta, la pubblicità istituzionale, i rimborsi per l’editoria, l’obbligo di trasformare le ditte individuali in società e l’obbligo di assumere del personale, i canoni di concessione.
L’A.I.R.L. ha già ribadito che le radio locali non vogliono più essere considerate l’ultima ruota del carro; chiediamo che siano chiamati a discutere nelle varie Sezioni, unicamente quelle associazioni che hanno tra i loro iscritti, editori radiofonici di stazioni locali. Per maggiore chiarezza, ricordiamo che una radio locale irradia il proprio segnale da uno o più impianti, limitatamente a uno o più Comuni, a una o più province limitrofi, ma in ogni caso non supera mai un’intera regione.
Siamo convinti, nonostante il ginepraio in cui si trovano a lavorare gli operatori della radiofonia locale, che si possa migliorare l’attuale situazione, da più parti ci giungono segnali che mai in passato avremmo sognato. Abbiamo salutato con piacere l’insediamento di questa Commissione, speriamo vivamente che essa possa produrre dei frutti per tutti, ma in particolare per la Cenerentola del sistema della comunicazione: la radio.
L’A.I.R.L. propende per il federalismo della radiofonia locale, già dallo scorso 1°marzo 2002 (N.d.R.) la Toscana ha recepito in pieno la nostra filosofia. Quasi tutte le radio locali di questa regione (39 attualmente) hanno aderito al progetto di trasmissione di un notiziario regionale e di diverse schede tematiche (salute, ambiente, economia, cultura, turismo, ecc.) in formato agile e sintetico, che informa gli ascoltatori sull'attività della giunta e del consiglio, ma più in generale su ciò che accade in Toscana. L’operazione è stata accolta con entusiasmo non solo dai diretti interessati, ma anche dagli ascoltatori, gratificati dalla possibilità di sapere quello che accade sul loro territorio.
L’idea dell’A.I.R.L desta un grande interesse anche in altre Regioni
Parlare di federalismo della radiofonia locale, significa voler mettere ordine nel pasticciato sistema delle comunicazioni del nostro paese. Abbiamo troppe leggi, buona parte di queste sono nate per garantire gli interessi delle corporazioni più ricche, ma ciò che è più grave, è il fatto che proprio la Pubblica Amministrazione elude il rispetto della legge medesima. Abbiamo prove documentate, che denunciano gli abusi, si tratta di fatti gravissimi che hanno prodotto danni che nessuno sarà mai in grado di ripagare. Quante volte abbiamo sentito dire che il nostro Paese è uno Stato garantista dei diritti; noi diciamo sì, l’Italia è il paese garantista dei delinquenti, mentre il lavoro di centinai di piccoli imprenditori della radiofonia locale viene ogni giorno penalizzato!
Quando Gasparri afferma che la normativa del sistema radiotelevisivo è obsoleta, noi siamo pienamente d’accordo con lui! Per questo si rende urgente riqualificare tutti gli aventi diritto, incluso quei soggetti che loro malgrado sono stati relegati dalla magnanimità dei TAR a soggetti di serie C. Le radio in sospensiva attendono da anni di poter lavorare e sviluppare la loro azienda.
L’A.I.R.L. è la prima a proporre l’introduzione della Direttiva Europea in materia di Telecomunicazioni.
Ricordiamo che negli altri Stati europei, sono sostanzialmente concesse delle licenze a soggetti in grado di fornire una specifica esperienza nel settore. I soggetti in possesso di una licenza sono garantiti dalla possibilità di esercitare la loro professione; le postazioni degli impianti, gli impianti medesimi e quindi le potenze impiegate e le frequenze derivanti sono determinate e quindi assegnati e gestiti a livello regionale da tecnici qualificati delle telecomunicazioni. Applicato al nostro sistema la Direttiva Europea aprirà nuovi posti di lavoro (non imposti per decreto), con figure professionali che andranno ad interessare anche gli stessi Ispettorati, cronicamente andicappati per l'assenza di personale e quindi non in grado di garantire la loro funzionalità istituzionale.
I canoni, strumento di minacce e ricatti, saranno di competenza regionale, prima di parlare di denaro è necessario intervenire con urgenza per garantire i diritti acquisiti nel tempo da parte di tutti i soggetti operanti. La primavera è la stagione in cui solitamente si fanno ordine e pulizia nelle nostre case, speriamo che anche al Ministero delle Comunicazioni ci siano i medesimi stimoli.
I CORERAT/CORECOM devono istituire un registro che consenta loro di avere un quadro preciso ed aggiornato degli operatori presenti nei rispettivi territori. Un registro utile anche sotto il profilo del controllo degli impianti che sono eventualmente all’origine d'inquinamento elettromagnetico.
L'A.I.R.L. è del parere che il DAB (digitale terrestre) possa essere applicato alle grandi città, mentre l’analogico, può allo stato attuale delle conoscenze tecnologiche, essere mantenuto nelle zone rurali con potenze moderate.
Insistiamo molto sulla necessità da parte delle Regioni, di censire con urgenza i soggetti che operano nei rispettivi territori, acquisendo da ognuno, quegli elementi necessari ad individuare le postazioni e le potenze impiegate (e quelle che potrebbero essere utili), le frequenze (eliminando quelle ridondanti a favore di nuovi soggetti), predisponendo un Registro Regionale in cui andranno suddivise radio e tv locali, radio e tv regionali.
L’emittenza a distribuzione nazionale (pubblica e privata) su Registro Nazionale, dovrà diffondere su Iso frequenze, via satellite, via cavo o con il Dab (quest’ultimo particolarmente nelle grandi città).
La comunicazione in generale, secondo le intenzioni dell’A.I.R.L., deve svolgere un ruolo costruttivo e positivista nei confronti dell’utenza. Informazione, cultura, spettacolo e animazione che tenga conto della crescita morale e intellettuale del nostro paese, concedendo ampio spazio anche alla comunicazione progresso. In ambito radiofonico abbiamo già indicato il percorso che le Regioni devono seguire, a tutti i soggetti esercenti andrà riconosciuto un sostegno economico proporzionato al numero d'utenti (costo contatto di 1 € pro capite) che teoricamente possono far capo ad ogni singola emittente.
La nostra associazione ricorda anche, che fare radio, vuol dire anche fare musica, perché la musica passa attraverso la radio e poiché la radio locale non riceve alcun compenso dalle case discografiche (come avviene per le grandi), esse devono essere esonerate dei versamenti SIAE. Recependo questo progetto, già numerose etichette indipendenti, rilasciano una “liberatoria” che autorizza la radio locale e in particolare le nostre associate a fare libero e gratuito uso delle musica e dei testi dei loro autori.
Il concetto è semplice: la radio è il tramite tra il produttore e il consumatore!
Roma, 11 marzo 2002



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